COME MAI LA LUCE ROSSA 650NM È COSÌ PERFORMANTE? - ILTA - International Laser Therapy Academy

COME MAI LA LUCE ROSSA 650nm È COSÌ PERFORMANTE?

Luce laser rossa a 650nm, la chiave della nuova fotomedicina.

I fotoni della luce laser, con determinate caratteristiche, quando interagiscono con i tessuti biologici rilasciano la loro energia alle cellule, permettendo, mediante l’azione dei cromofori, di trasformarla in altre forme di energia, al fine di supportare la fotobiostimolazione alla base di tutti i processi metabolici. La fotobiomodulazione, alla base delle attività metaboliche, è innescata dall’assorbimento selettivo e naturalmente termico di luce laser che consente di ottenere tre fondamentali effetti: rigenerazione tissutale, modulazione dell’azione infiammatoria ed effetto antalgico. E’ scientificamente provato che il principale cromoforo cellulare della fotobiomodulazione è la Citocromo C Ossidasi, un enzima presente all’interno dei mitocondri, organelli cellulari presenti all’interno di ogni cellula del corpo umano.

Numerosi articoli scientifici recenti come,

“Re-evaluation of the near infrared spectra of mitochondrial cytochrome c oxidase: Implications for non invasive in vivo monitoring of tissues”

(G.Mason, P. Nicholls, E. Cooper – 2014)

e

“Multiple Roles of Cytochrome c Oxidase in Mammalian Cells Under Action of Red and IR-A Radiation”

(T. Karu – 2010)

hanno dimostrato come la luce laser a 650nm sia tra quelle maggiormente assorbite dalla Citocromo C Ossidasi, consentendo di innescare la biomodulazione nel miglior modo possibile.

 

 

Grafico Mason

 

 

 Va ulteriormente sottolineato che per innescare l’effetto fotochimico di biomodulazione sia necessario che tutto il processo avvenga senza un eccessivo innalzamento della temperatura dei tessuti. In tale ottica si inserisce il sistema brevettato di controllo termico dei tessuti biologici sottoposti a luce laser. Tale sistema consente di innescare la fotobiomodulazione in condizioni ottimali selezionando le soglie termiche entro le quali effettuare la terapia.

Inoltre bisogna sottolineare che ogni singolo fotone della luce laser ha una energia che dipende dalla specifica lunghezza d’onda.

Minore è la lunghezza d’onda, maggiore sarà l’energia del singolo fotone di tale radiazione.

L’energia del fotone è calcolabile con la seguente formula:

Formula

Mechanism of Low Level Laser Therapy – Hamblin 2006: 

Finestra terapeutica
E’ evidente che le radiazioni laser con lunghezza d’onda minore hanno una maggiore energia del singolo fotone, consentendo di trasferire maggiore energia alle cellule per supportare i naturali processi di guarigione. Sfortunatamente le radiazioni laser con maggiore energia fotonica vengono prevalentemente assorbite dalla melanina e non permettono così di trasferire la loro energia ai tessuti biologici sottostanti. Infatti tali lunghezze d’onda non rientrano nella finestra terapeutica (600nm – 1100nm) definita tra l’altro nel 2006 da Hamblin nell’articolo “Mechanism of Low Level Laser Therapy”

La lunghezza d’onda 650nm rappresenta un ottimo compromesso tra profondità d’azione, energia fotonica ed assorbimento selettivo da parte del principale cromoforo della biomodulazione cellulare, la Citocromo C Ossidasi. La luce laser a 650nm pur essendo assorbita principalmente dalla melanina, garantisce un notevole scambio energetico a livello superficiale e di media profondità favorendo una efficace effetto biomodulante. Inoltre inibisce la proliferazione batterica e promuove la crescita cellulare, consentendo di ottenere incredibili risultati nella guarigione di ferite, piaghe ed ulcere.

PRIMA – TRATTAMENTO – DOPO

wounds 01wounds 02wounds 03

 

Lo studio scientifico condotto da Watban nel 2007, dal titolo, Low Level Laser Therapy Enhances Wound Healing in Diabetic Rats: a Comparison of Different Lasers, in cui vengono trattate delle piaghe indotte su dei topi con laser aventi lunghezze d’onda differente, dimostra come le lunghezze d’onda nel rosso visibile, come il 650nm, siano le migliori nel trattamento dei tessuti superficiali e di media profondità e dimostra l’elevato effetto biostimolante di tale radiazione laser. L’elevato numero di studi e ricerche scientifiche condotte utilizzando tale lunghezza d’onda sono la conferma della sua estrema efficacia.